Creata il 28 maggio 2009, l’Agenzia si configura come come uno strumento operativo del Coordinamento Regionale Enti Locali per la Pace del Friuli-Venezia Giulia. ACD, fondata senza finalità speculative o di lucro, sui principi della libera mutualità solidale, incentrando la propria azione in un ambito multiculturale, eco-compatibile, non-violento - si propone lo scopo prioritario di svolgere attività di pubblica utilità nel settore della cooperazione internazionale decentrata.
Informazioni personali
- ACD
- Gorizia, Gorizia, Italy
- ACD - Agenzia per la Cooperazione Decentrata // Via Diaz, 5 - GORIZIA // tel. 0481 546721 int. 118 // cell 366 8726765 // fax 0481 54671
venerdì 21 ottobre 2011
mercoledì 19 ottobre 2011
Libano
Capitale: Beirut
Superficie: 10.400 Kmq
Popolazione: 3,5 milioni
Lingue parlate: arabo, francese e inglese
Religioni: 60% musulmani (in maggioranza sciiti), 30% cristiani (maroniti e ortodossi), 7% drusi, 3% altri
Alfabetizzazione: 83% (Italia: 98%)
Mortalità infantile: 28 per mille (Italia: 5,7 per mille)
Speranza di vita: 69 M, 74 F (Italia: 76 M, 82 F)
Popolazione sotto la soglia di povertà: 28%
Prodotti esportati: gioielli e pietre preziose, apparecchi elettrici ed elettronici, vestiario, tabacco e macchinari
Debito estero: 8,4 miliardi di $
Spese militari: 8,5% della spesa pubblica totale (Italia: 4,1%)
Spese militari: 8,5% della spesa pubblica totale (Italia: 4,1%)
GEOGRAFIA
SOCIETA'
Un proverbio arabo dice che:”i libri si stampano al Cairo, ma si leggono a Beirut”. Il Libano è sempre stato un punto di riferimento per la cultura del mondo arabo e, per anni, è stata considerata la Svizzera del Medio Oriente. Fuori dal luogo comune, il Libano prima della guerra civile era un polo fondamentale per la diffusione delle idee e oggi, a fatica, torna a rappresentare un modello per la cultura araba.
ECONOMIA
Il grande indebitamento e la scarsità degli investimenti dall’estero rallentano la ripresa economica del Paese. La disoccupazione si mantiene a livelli gravissimi, attorno al 18-20 per cento che in un Paese che ha tantissimi giovani è un problema ancora più grave. La scolarizzazione è molto alta e tanti giovani devono andare all’estero per lavorare. L’urbanizzazione è forte, ma resistono le colture tradizionali.
POLITICA
La tutela siriana è diventata sempre più ingombrante per lo stato libanese. I quasi 15 mila militari siriani presenti nel territorio e il controllo del Libano meridionale da parte della milizia armata di Hezbollah, ha nella pratica privato lo stato di una reale sovranità territoriale. La situazione, dopo una risoluzione delle Nazioni Unite che condanna espressamente l’influenza straniera nel Paese, è fluida al momento, ma si teme dopo l’omicidio Hariri che la parola torni alle armi.
MASS MEDIA
Il Libano, nell’area mediorientale, è un isola felice per l’informazione. Una grande pluralità di televisioni e giornali rende vivace il dibattito pubblico. Quasi tutti i mezzi d’informazione sono privati ed espressione di gruppi di potere, ma sono anche ben rappresentati. Anche ‘il partito di Dio’ degli Hezbollah possiede una sua televisione satellitare, al-Manar e lo stesso ex-premier Hariri, assassinato di recente, ha costruito la sua carriera politica sui giornali.
STORIA
Dopo l'indipendenza dalla Francia nel 1943, il Libano viene governato dai cristiano-maroniti filo-occidentali. Contro la loro politica cresce negli anni Cinquanta l'opposizione dei musulmani. Nel 1958 scoppia tra le due fazioni una sanguinosa guerra civile, che vede l'intervento di 10 mila marines statunitensi a sostegno del governo del presidente cristiano Camille Chamoun. Dopo la "pacificazione" del paese, la condizione dei musulmani sciiti diventa sempre più critica, poiché si trovano progressivamente esclusi dalla vita politica e marginalizzati sul piano socio-economico. Ciò provoca lo scoppio di una nuova guerra civile nel 1975, aggravata dalle incursioni militari israeliane contro i campi profughi palestinesi nel Libano meridionale. L'anno successivo, l'intervento militare siriano mette fine al conflitto imponendo al paese (ex provincia siriana) un protettorato politico e militare in funzione anti-israeliana.
Nel 1981 Israele intensifica le sue azioni militari, non solo contro gli obiettivi palestinesi ma anche contro Beirut, Tiro e Sidone, che vengono bombardate dall'artiglieria e dall'aviazione israeliana. A scopo dissuasivo la Siria installa basi missilistiche (con testate sovietiche) nella valle libanese della Be’kaa. La reazione d'Israele è durissima: nel 1982 scatta l'invasione del Libano. Le basi siriane vengono distrutte, le città libanesi del sud occupate e Beirut rasa al suolo (con migliaia di morti tra i civili). Contro i campi profughi palestinesi gli israeliani lasciano che si scatenino i miliziani delle "falangi" cristiane libanesi, che a Sabra e Chatila massacrano centinaia di civili palestinesi inermi. Mentre tutto il sud del Libano viene stabilmente occupato dall'esercito israeliano (contro cui inizia la resistenza armata dei guerriglieri sciiti di Hezbollah, appoggiati da Iran e Siria), a Beirut viene istallato un governo "falangista" filo-israeliano, affidato prima a Amin Gemayel e poi (dal 1988) al generale Michel Aoun.
Alla fine degli anni '80 si susseguono tentativi di riconciliazione nazionale, tutti basati sulla concessione di un maggior peso politico alla comunità musulmana. Ma il presidente Aoun si oppone ad ogni apertura, provocando la reazione della Siria, che nel 1990 ordina alle proprie truppe in Libano di destituirlo, costringendolo all'esilio e instaurando il primo governo libanese di unità nazionale, che l'anno successivo firma un accordo "di fratellanza, cooperazione e coordinamento" con il governo siriano noto come Accordo di Taef che sancisce la ‘deconfessionalizzazione’ delle istituzioni.
Nel corso degli anni '90, mentre i governi filo-siriani intraprendono la strada della ricostruzione del paese, nella "fascia di sicurezza" nel sud del Libano prosegue la guerriglia di Hezbollah contro l'occupazione israeliana, intensificandosi a tal punto, dal '97 in poi, da costringere il governo di Tel Aviv a ritirare la proprie truppe nell'estate del 2000. Ma questo non comporta la fine delle tensioni, che si spostano sulla linea di confine, in particolare nella zona contesa delle fattorie di Sheeba.
Alla fine del 2000 si tengono elezioni - per la prima volta dopo 30 anni - in tutto il territorio libanese: le vince Rafiq al-Hariri, che viene nominato primo ministro dal presidente, il generale filo-siriano Emil Lahoud. Le speranze di apertura nei confronti della comunità cristiana suscitate in un primo momento da Hariri vengono però frustrate e il suo governo continua a mostrare un'assoluta fedeltà a Damasco. Almeno fino al 20 ottobre 2004, quando il magnate della comunicazione si dimette, in polemica con la decisione del presidente Lahoud, appoggiato da Damasco, di modificare la Costituzione del Libano per permettere un altro mandato presidenziale al capo di Stato in carica. La situazione politica del Paese vive un momento di transizione, ma la tensione è alta.
Il 14 febbraio del 2005, in un attentato a Beirut, viene assassinato Hariri (e con lui perdono la vita altre 14 persone). La “strage di San Valentino”, come viene subito ribattezzata dai media, è la scintilla che fa esplodere il malcontento della popolazione civile libanese verso la tutela politica armata della Siria sul Paese dei cedri. Cominciano una serie di manifestazioni pubbliche e di presidi di piazza che uniscono cristiani, musulmani sciiti e sunniti. Il governo filo-siriano è costretto a dimettersi e la Siria, pressata in maniera sempre più esplicita dalla comunità internazionale che la ritiene direttamente responsabile dell’assassinio di Hariri, annuncia che in tempi brevi si ritirerà dal Libano. Ad aprile del 2004 la Siria si ritira dal Libano, ma un'ondata di attentati eomicidi politici scuote il paese dei cedri. A giugno del 2005 si tengono le prime elezioni senza truppe siriane nel paese e, nonostante l'influenza di Damasco sia ancora forte, vince lo schieramento anti-siriano. Molto diviso al suo interno però, e di questa divisione approfittano i filo-siriani per mantenere alcuni posti di potere. Per uscire dall'empasse politica, a gennaio del 2006 comincia un negoziato tra le parti in causa: il processo di dialogo nazionale. I leader di tutti gli schieramenti s'incontrano ciclicamente per individuare una riforma dello stato che accontenti tutte le anime del paese. Ma mentre le trattative sono in corso, per aiutare i palestinesi sotto pressione o per ritagliarsi ancora una volta un ruolo di primo piano, la milizia sciita filo iraniana di Hizbollah che controlla il Libano meridionale attacca una pattuglia israeliana in terrotorio d'Israele, l'11 luglio 2006. L'azione scatena la reazione d'Israele e il conflitto uccide migliaia di persone in poco più di un mese di combattimenti, con bombardamenti sul sud Libano e sulle principali città del resto del paese. Il 13 agosto, dopo una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, è entrata in vigore una tregua che prevede il dispiegamento di una forza multinazionale d'interposizione sotto l'egida dell'Onu.
Fonte: http://it.peacereporter.net/mappamondo/paese/48
venerdì 23 settembre 2011
Progetto “FITOAMBIENT” - FITODEPURAZIONE ED EDUCAZIONE ALLA QUALITÀ AMBIENTALE IN UNA BIOREGIONE DEL LIBANO
LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA DELL'AREA DI INTERVENTO Le attività progettuali verranno realizzate nel Nord del Libano - zone limitrofe al fiume Assi nel distretto di Hermel - Goveratorato della Bekaa. Seguirà un’attività di disseminazione nel territorio del FVG
SINTESI DEL PROGETTO
Il progetto si propone di realizzare un impianto pilota fitodepurazione all’uscita di una troticoltura individuata lungo il fiume Assi nel distretto di Hermel – Governatorato della Bekaa. Tali sistemi infatti risultano essere adatti ed efficaci per le caratteristiche dei contaminanti presenti nelle acque sia per l’obiettivo di depurazione che si vuole ottenere. Il sistema della fitodepurazione è una tecnologia relativamente nuova ma soprattutto poco diffusa in Libano. E’ particolarmente interessante realizzare questi tipi di impianti in quanto, per le sue caratteristiche di capacità depurativa a basso costo di manutenzione e basso livello tecnologico, risulterebbero un metodo adatto al contesto sociale ed ambientale del Paese.
Essendo i trattamenti di fitodepurazione sistemi nei quali vengono riprodotti artificialmente habitat naturali, essi hanno scarsissimo impatto ambientale non andando quindi ulteriormente ad incidere sull’equilibrio già fragile dell’ecosistema e facendo divenire l'oggetto “depuratore” non un elemento esterno al sistema ambientale ma piuttosto una sorta di strumento di riqualificazione del territorio. Essi infatti lavorano favorendo lo sviluppo di fenomeni biologici naturali che permettono la depurazione delle acque da trattare, senza introdurre elementi esterni.
Inoltre verrà testata la funzionalità di questi impianti, attraverso analisi chimico-fisiche periodiche dell’acqua e misurare la capacità depurativa dell’impianto pilota, consentirebbe di valutare la possibilità di replicare questa metodologia lungo il fiume contribuendo positivamente allo stato di salute del fiume. Una valutazione sull’adeguatezza tecnologica, il suo effettivo adattamento al contesto e sull’identificazione di ulteriori possibili sviluppi (miglioramenti o modifiche alle tecnica utilizzata), viene ritenuta utile per riprodurre questa tecnologia lungo il fiume. Gli impianti di fitodepurazione sono facilmente replicabili e hanno dei costi di gestione relativamente bassi.
DIFFUSIONE DEI RISULTATI (disseminazione)
Il progetto prevede l’elaborazione di strategie di disseminazione del progetto di cooperazione, sia nella fase iniziale che nei suoi esiti, alle popolazioni di tutte Comunità coinvolte, nella logica della cooperazione decentrata.
Le attività di informazione/formazione si porranno pertanto su due ambiti:
a. al fine di “restituire” alla nostra Comunità sul senso delle azioni di cooperazione, si andrà a sviluppare un communication-plan con cui conseguire l’obiettivo di attivare un vero processo di educazione sociale. Esso si articolerà nel varo di una campagna di sensibilizzazione da realizzarsi nei territori dei Comuni dell’Agenzia, mediante la stampa e la diffusione di una semplice brochure che descriva l’azione ed il suo significato, nonchè la proiezione del video prodotto in Libano, dopo una suo doppiaggio e/o sottotitolatura;
b. un'agenzia formativa e/o di comunicazione libanese andrà a sviluppare:
- un processo di consapevolezza nella popolazione che insiste sull'intera "bioregione" del fiume sul valore sociale di per una comunità di avere un fiume pulito, ecologicamente sano, capace di ospitare sulle sue rive attività produttive a basso impatto ambientale;
- una mirata azione formativa sul valore culturale ed ambientale di un fiume sano, da realizzarsi nelle scuole del bacino orografico del fiume, nella logica del bioregionalismo;
- la produzione, quale work-project dai ragazzi delle scuole coinvolte nel percorso formativo, di un breve filmato - max 15/20” - che spieghi alla popolazione giovanile del FVG (Friuli Venezia Giulia) l’azione del progetto ed il suo significato;
- un percorso formativo mirato, destinato ai giovani libanesi che abbiano idonei requisiti d’accesso, finalizzato a implementare le capacità per la costituzione di imprese nel campo della tutela ambientale, con particolare riferimento alla fitodepurazione;
- la stampa di una brochure in arabo volto a disseminare i risultati dell’esperienza, fornendo elementi, sia sotto il profilo della metodica partecipativa che tecnici, per una sua riproducibilità in altre bioregioni.

OBIETTIVI DI PROGETTO
Obiettivo generale:
Migliorare le condizioni socio-economiche della popolazione attraverso il miglioramento del valore ambientale dell’area del Fiume Assi – Caza di Hermel, Bekaa.
Obiettivi specifici:
- Contribuire al miglioramento della salute del fiume Assi attraverso la realizzazione di un impianto pilota di fitodepurazione.
- Attivare un ampio e condiviso processo di informazione/formazione indirizzato a tutta la popolazione della Bioregione del fiume Assi, affinché assuma consapevolezza del valore sociale, culturale, economico di avere nel proprio territorio un fiume sano.
- Potenziare le capacità dei giovani locali di creare nuove imprese nel campo della tutela ambientale.
- Consentire un proficuo interscambio fra le imprese libanesi e del FVG che si occupano di tutela ambientale.
- Sperimentare un paradigma metodologico d’intervento per la bonifica di corsi d’acqua, mediante la peculiare tecnica della fitodepurazione, assolutamente riproducibile.
BENEFICIARI
Beneficiari diretti:
- popolazione delle zone limitrofe al fiume Assi nel distretto di Hermel - Goveratorato della Bekaa
- Giovani delle zone limitrofe al fiume Assi nel distretto di Hermel - Goveratorato della Bekaa
- popolazioni di bioregioni libanesi ove è possibile riprodurre l’esperienza pilota;
- popolazione della Regione FVG

SOSTENIBILITÀ
La sostenibilità dell'azione viene garantita dai seguenti parametri:
- il rendere consapevole tutta la popolazione che vive nel bacino del fiume, con particolare riferimento i giovani ed i bambini, del valore per una comunità di avere un fiume pulito, ecologicamente sano, capace di ospitare sulle sue rive attività produttive a basso impatto ambientale;
- la riproducibilità dell’azione, che si configura come paradigmatica per l’installazione di altri impianti di fitodepurazione per altre attività produttive del bacino del fiume Assi e capaci di garantire, a basso costo ed a bassissimo impatto, la qualità delle acque del fiume;
- la realizzazione di un percorso formativo mirato, destinato ai giovani libanesi che abbiano idonei requisiti d’accesso, finalizzato a implementare le capacità per la costituzione di imprese nel campo della tutela ambientale, con particolare riferimento alla fitodepurazione, lo sviluppo di azioni di capacity building nei confronti degli amministratori dei Comuni che insistono sul bacino del fiume Assi.
DURATA: 18 mesi
PARTENARIATO
Partner regionali:
- ACD - Agenzia per la Cooperazione Decentrata di Gorizia, con il ruolo di capofila
- Università di Udine – Centro Polifunzionale di Gorizia
- CETA - Centro di Ecologia Teorica ed Applicata
- MAE - UTL Libano
- Provincia di Gorizia
- Comune di Udine
- Unione delle Municipalità di Hermel, Abdul Ghani Bleibel
- Associazione Culturale Hermel
Che cos'è ACD?
L’Agenzia per la Cooperazione Decentrata è un organismo senza scopo di
lucro che si prefigge di svolgere attività di pubblica utilità nel
settore della cooperazione internazionale decentrata. Gli obiettivi
dell'Agenzia mirano a supportare le attività di promozione delle
relazioni e degli accordi di parternariato tra gli enti aderenti e le
amministrazioni locali di altri Paesi, in particolare di quelli in via
di sviluppo ed emergenti; supporta le azioni di internazionalizzazione
degli enti associati nonché le relazioni tra i soggetti della società
civile e produttiva locale e le culture e le economie dei paesi partner;
fornisce servizi di messa a punto di progetti di cooperazione che in
ordine alle competenze degli enti aderenti, favoriscano il rafforzamento
istituzionale degli enti locali e delle amministrazioni decentrate
partner e il parternariato pubblico privato nelle azioni di supporto
allo sviluppo locale.
ACD fornisce servizi per la realizzazione dei progetti di cooperazione degli enti associati e gestisce su loro mandato le azioni previste; favorisce la nascita e lo sviluppo di reti fra soggetti locali, nazionali, europei internazionali per consentire un più efficace conseguimento degli obiettivi, mettendo altresì in rete l’esperienza di EELL del Friuli Venezia Giulia con quelli italiani. Sono in tal modo promosse coordinate ed integrate azioni di “educazione sociale” sui territori degli enti aderenti, al fine di consentire lo sviluppo di una consapevolezza diffusa sul senso e sulla necessità della cooperazione.
ACD fornisce servizi per la realizzazione dei progetti di cooperazione degli enti associati e gestisce su loro mandato le azioni previste; favorisce la nascita e lo sviluppo di reti fra soggetti locali, nazionali, europei internazionali per consentire un più efficace conseguimento degli obiettivi, mettendo altresì in rete l’esperienza di EELL del Friuli Venezia Giulia con quelli italiani. Sono in tal modo promosse coordinate ed integrate azioni di “educazione sociale” sui territori degli enti aderenti, al fine di consentire lo sviluppo di una consapevolezza diffusa sul senso e sulla necessità della cooperazione.
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